Capitolo 46 - Valentino Rossi
Dunque l'altro giorno sono andato a giocare a basket.
L'ultima volta che ho preso il pallone in mano era il 2007, e faceva caldo. Troppo tempo fa per ricordarmi la data.
Allora, intanto prendo la macchina per andare sull'unico campo in tutta la città che abbia un canestro con retina. Arrivo e il canestro è occupato da dei maledetti 12enni, che tanto il giorno dopo non c'è scuola perché è pasqua. Così non solo mi becco il canestro senza retina (che il bello del giocare a basket è il rumore della retina quando fai canestro), ma anche quello senza recinzione attorno, che significa che ho sprecato metà delle mie energie per andare a recuperare il pallone ogni volta che finiva dietro il canestro.
Purtroppo la mia prestazione è stata triste. Se penso a come tiravo 4 anni fa e a come tiro oggi, c'è da piangere. Com'è lontano quel giorno al campetto in cui io e il mio amico Enry, chiacchierando del più e del meno, tiravamo in continuazione dai 4-5 metri con una percentuale vicina al 90%. E com'è lontano quel giorno in cui, in una partitella nella palestra della scuola, fui protagonista di un mirabolante 7/11 da tre. Oggi se prendo il ferro, da tre, posso star contento.
La soluzione a tutto ciò? Tornare al campo il prima possibile. Il mio tiro non è morto, è solo da qualche parte dentro di me. E io lo ritroverò. Sembro un po’ un personaggio di un cartone animato giapponese, che dite?
Vabbè, ma siccome questo è un post multifunzionale, ne approfitto per fare i complimenti ai nuovi dottori Ale e Giuggi. Il mondo non avrà mai comunicatori a sufficienza.
E ne approfitto pure per fare gli auguri per la pasqua. Che poi è una festa che non sento per niente. Avete presente "Natale con i tuoi, Pasqua con chi vuoi"? Ecco, a casa mia si dice solo "Natale con i tuoi", la seconda...